Nel viaggiare c'è un implicito spostamento e movimento,passiamo quindi da una situazione di staticità ad una di attivazione, ciò comporta necessariamente che la persona attinga alle sue risorse di "bagaglio conosciuto".Infatti prima di partire si prepara una valigia con " le nostre cose",e quanto più grandi sono le nostre valigie, è quanto più ci vogliamo sentire protetti e circondati da queste.
Il viaggiatore esperto e appassionato porta con sè solo "poche cose"che gli potranno essere utili una volta arrivato alla meta, lì dove non ci saranno ad attenderlo striscioni di benvenuto o strade note da percorrere in automatico ma soltanto stimoli nuovi e scenari sconosciuti, così, quanto più leggero sarà il bagaglio che si porta sulle spalle e quanto più agevole sarà lo spostamento e la ricerca di un luogo dove potersi riposare dal lungo viaggio.
Nel viaggio esplorativo,quindi non organizzato o all'interno di strutture turistiche, i nostri sistemi di riferimento saltano, per dare al cervello la possibilità di accogliere il "nuovo",ovvero tutti quei nuovi stimoli che il diverso contesto ci presenta.Immaginate quindi una mente aperta bombardata da una pioggia di stimoli come fosse una spugna morbida che assorbe tutta l'acqua, al contrario una mente difesa, legata alle proprie abitudini, per intenderci il tizio dalle valige pesanti che vorrebbe portare con sè la sua casa ,ha una mente come un riccio chiuso, su cui l'acqua scivola e non penetra, anzi, quelle gocce rendono più ispidi gli aculei.Ciò non vuol dire che sarà impossibile per una mente difesa trarre nutrimento dal viaggio, bensì necessiterà di maggior tempo,tentativi e qualche sofferta rinuncia in più, che con la volontà di riuscire lo vedrà lentamente trasformato da riccio a morbida spugna.
Questo viaggio esplorativo è depositato nei nostri geni come un patrimonio silente e molto spesso inespresso ma è insito in noi, rappresenta ai giorni nostri, la libertà che ci concediamo o meno di spingerci oltre i nostri confini,fisici e mentali, per esplorare e conquistare luoghi esterni, visitandoli ed entrando in contatto con culture diverse dalla nostra.
Il lettore attento avrà già notato che ogni parola fino a questo punto utilizzata rappresenta di per sè una metafora del viaggio interiore dell'uomo.Un viaggio che spinge l'essere umano ad abbandonare il territorio conosciuto della propria quotidianità.Ognuno di noi infatti percepisce ed interpreta ciò che lo circonda con delle mappe mentali che lentamente dalla nascita si formano e stabilizzano nel nostro cervello, diventando delle vere e proprie griglie di lettura con cui diamo senso alla realtà.
Queste mappe mentali sono utili e ci permettono anche di essere più rapidi nelle scelte e nel pensiero, ma di contro limitano la nostra capacità di considerare le strade alternative e le soluzioni creative che molto spesso sono anche quelle determinanti nella risoluzione dei momenti di enpasse.
Viaggiare non significa solo rompere gli schemi della propria routine e aprirsi e adattarsi al "nuovo",viaggiando si segue anche un istinto primordiale che appartiene da sempre al genere umano, che da sempre ha sì sentito l'esigenza di mettere radici e costruire su terreni fertili da coltivare ma ancor prima,esplorare,cercare e conquistare nuovi spazi.
Questo viaggio esplorativo è depositato nei nostri geni come un patrimonio silente e molto spesso inespresso ma è insito in noi, rappresenta ai giorni nostri, la libertà che ci concediamo o meno di spingerci oltre i nostri confini,fisici e mentali, per esplorare e conquistare luoghi esterni, visitandoli ed entrando in contatto con culture diverse dalla nostra.
In questo tipo di viaggio accade anche che la persona si riappropri di parti di sè da sempre lasciate in ombra, abbandonate o addirittura completamente sconosciute. E' per questo che io definisco Ritrovarsi...in Viaggio, il mio progetto di viaggi esperienziali, due viaggi in uno,quello fisico e quello interiore, in cui il potere trasformativo del viaggio esplorativo traccia le linee di un percorso per la persona,fatto di laboratori espressivi, gruppi di apprendimento e contatto con i sistemi di cura tradizionali.Se vi incuriosisce l'argomento clicca qui.



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